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Archivio di Stato di Firenze

Storia delle istituzioni toscane nel primo periodo lorenese (1737-1790)

Docente
Dr.ssa Orsola Gori, Archivio di Stato di Firenze

Programma del corso

La Reggenza lorenese (1737-1765)

Il corso verterà inizialmente sulle vicende del cambiamento di dinastia in Toscana dall’estinzione dei Medici (1737) all’avvento dei Lorena, poi Asburgo Lorena, che regnarono, salvo il periodo 1790-1815, sino all’Unità d’Italia (1861).
Con un accordo tra le potenze europee la Toscana andò a Francesco Stefano di Lorena, marito dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo. Da qui ha inizio la nuova dinastia Asburgo Lorena che governerà in Toscana sino al 1859.
Francesco Stefano di Lorena non governò direttamente il Granducato, ma lo resse attraverso un Consiglio di Reggenza, retto da alti funzionari imperiali coadiuvati dai principali ministri toscani.
I principali organi di governo furono il Consiglio di Reggenza a Firenze ed il Consiglio di Toscana a Vienna.
Si esaminerà la politica della Reggenza improntata ad un maggior assolutismo. Furono varate importanti riforme che andavano nel senso dell’uniformità, della diminuzione dei particolarismi giuridici quali la Legge sulla stampa, le Leggi sulla manomorta, fedecommessi e feudi, la Legge sulla nobiltà e cittadinanza.
Dal punto di vista economico si cercò di favorire la produzione concedendo la libera esportazione frumentaria dalla Maremma e la separazione amministrativa della Maremma dallo Stato di Siena. Creazione di un Appalto generale delle finanze.
Le riforme economiche e finanziarie, anche se furono parziali ed ebbero una minor rilevanza generale rispetto alle importanti riforme giurisdizionaliste, andarono comunque sulla strada dell’accentramento e della razionalizzazione e prepararono il terreno alle successive riforme di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena.
(previste 4 lezioni)


Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, granduca di Toscana (1765-1790)

Con l’arrivo nel 1765 del granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, figlio dell’imperatore Francesco Stefano di Lorena e dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo si instaurò a Firenze una nuova dinastia con un principe residente.
La segreteria politica del Granduca fu la Segreteria di Gabinetto, dove si trovano i principali materiali per le riforme.
I principali organi di goverrno furono le Segreterie degli Esteri, degli Interni, di Finanze e di Guerra e il Consiglio di Stato.
Si ebbe subito una nuova impronta fin dallo stile di governo: “Conoscere per governare, conoscere per trasformare”. Nuova concezione della sovranità: diminuzione delle regole di etichetta a corte e impegno del sovrano nello Stato, fuori dalla vita di corte. Rapporto diretto con il Paese: fin da subito visite di ricognizione in tutto il Granducato, le famose Relazioni sul governo della Toscana (pubblicate a c. di A. Salvestrini). Il principe governò a stretto contatto con i migliori tra i suoi più autorevoli funzionari: Pompeo Neri, Francesco M. Gianni, G.F. Pagnini, Giulio Rucellai, Angelo Tavanti. Creazione di un nuovo ceto burocratico basato sulla professionalità e sul merito.
Ruolo delle Accademie (Acc. dei Georgofili etc.) e della stampa periodica (gazzette, giornali) nell’accompagnare le riforme. Creazione dell’Archivio Diplomatico (1778).
Il Granduca Pietro Leopoldo chiaro esempio di “sovrano illuminato”.
Vennero promosse grandi inchieste conoscitive nei vari settori dell’economia (1766). Venne avviata la riforma della liberalizzazione del commercio dei grani (1767) che portò la Toscana, primo stato italiano, al più completo liberismo frumentario (1775).
Principali riforme: abolizione dell’Appalto generale delle finanze (1768); soppressione delle Arti e creazione della Camera di Commercio (1770). Riforma municipale (1769-1774), creazione della Camera delle comunità ed abolizione di vecchie magistrature (Capitani di Parte Guelfa, Nove Conservatori del Dominio fiorentino etc.).
Bonifiche e allivellazioni per la creazione di una classe di piccoli e medi proprietari agricoli. Dibattito sul catasto. Riforme giurisdizionali e misure in materia ecclesiastica: Prammatica sulle mani morte (1769), Exequatur (1769) ed asilo ecclesiastico.
Riforme di polizia e ordine pubblico. Riforma dell’ordinamento giudiziario, creazione del Supremo tribunale di Giustizia (1777) e sulle orme del Dei delitti e delle pene di C. Beccaria abolizione – primo stato in Italia - della pena di morte. Progetto di costituzione.
Nel 1790 Pietro Leopoldo diviene imperatore col nome di Leopoldo II di Asburgo e lascia la Toscana al figlio Ferdinando III d’Asburgo Lorena.
(previste 6 lezioni)

 

Bibliografia generale

F. DIAZ, I Lorena in Toscana. La Reggenza, Torino, Utet, 1997
L. MASCILLI MIGLIORINI, L’età delle riforme, Torino, Utet, 2009.

Bibliografia specifica e fotocopie verranno fornite nel corso delle lezioni.