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Archivio di Stato di Firenze

FILIPPO SALVIATI filosofo libero

Firenze, Auditorium dell’Archivio di Stato di Firenze
giovedì,  4 maggio  2017
ore 15.00 – Ingresso libero

Enti organizzatori
Archivio di Stato di Firenze in collaborazione con  l’Università degli Studi di Macerata

La scoperta di numerosi documenti sconosciuti, molti dei quali appartenenti al Mediceo del Principato dell’Archivio di Stato di Firenze, permise a suo tempo (vedi Allì Caracciolo, I filosofi dispersi. Storia segreta di Filippo Salviati galileista nell’età della Controriforma, Napoli, La Città del Sole, 2001) di ricostruire gli ultimi cinque anni della sua vita, attraversati sia dalla grande esperienza di condivisione della ricerca galileiana, sia da un’oscura vicenda che lo condurrà, nell’arco degli anni 1609-1613, a una partenza improvvisa per un viaggio da cui non farà ritorno.
Successivamente, a quattro secoli dalla morte, il libro Filippo Salviati filosofo libero ricostruisce, tramite contributi decisivi di vari studiosi, la sua dimensione culturale nei diversi ambiti, da quello filosofico e scientifico alla partecipazione alle Accademie lincea e della Crusca, tale da restituirne la presenza intellettuale e umana. Ne emerge un filosofo libero, in opposizione alle roccaforti dell’auctoritas, che si avvicina a Galileo per convinzione nella necessità di svincolare il pensiero dai rigori dell’immobilismo e sostenerlo sulla via dell’indagine della natura e ricerca del vero.
Il libro pubblica anche documenti inediti, tra i quali un’importante scoperta riferibile alle carte della Nunziatura nell’ASFi, valida a confermare un aspetto ancora inedito di Salviati, la sua visione alternativa anche nei riguardi della medicina accademica.

Programma
Saluti di: Carla Zarrilli, Direttrice dell'Archivio di Stato di Firenze
Intervengono con la curatrice Allì Caracciolo, Francesco Martelli, Elisabetta Benucci, Francesca Carrara, Daniele Mencozzi

Allì Caracciolo insegna Storia del teatro presso il dipartimento di studi umanistici dell’Università di Macerata. La sua indagine si incentra principalmente sui rapporti teatro-filosofia, in particolare nell’età della controriforma.


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