Progetto strategico dell'Università degli Studi di Firenze
ARCHIVIO DELLA SCRITTURA DELLE DONNE IN TOSCANA DAL 1861
(1997-2006)


Il Progetto strategico dell’Università di Firenze "Archivio della scrittura delle donne in Toscana dal 1861" è nato dalla constatazione di una evidente lacuna nell’attenzione dedicata alla scrittura e alla memoria delle donne, e per questo si è ritenuto utile innanzi tutto definire una mappa dei fondi privati e pubblici di scrittrici e intellettuali toscane, di altre regioni d’Italia e di paesi stranieri che abbiano vissuto e operato in Toscana a partire dall’Unità d’Italia. I dati cronologici e i confini geografici sono ovviamente convenzionali, nel senso che non escludono esplorazioni fuori campo se motivate da interferenze tematiche, biografiche o di genere.

Nel descrivere l’articolazione di questo progetto, occorre prima di tutto spiegare che esso vede la partecipazione attiva alla programmazione e alla realizzazione di ben sette dipartimenti dell’ateneo fiorentino, e cioè Filologia Moderna, Italianistica, Storia, Linguistica, Filosofia, Storia dell’Arte e dello Spettacolo e il Dipartimento di Studi sullo Stato della facoltà di Scienze Politiche. Collaborano inoltre l’Archivio di Stato di Firenze, la Sovrintendenza Archivistica per la Toscana, il Gabinetto Vieusseux e la Biblioteca Nazionale Centrale, mettendo a disposizione le loro risorse strutturali e umane. Una naturale funzione di guida e coordinamento degli altri settori è stata assunta dalle aree disciplinari di Italianistica e Storia, di cui sono rispettivamente responsabili Ernestina Pellegrini e Simonetta Soldani. Esse non solo hanno dato il maggior contributo nella fase di progettazione e impostazione metodologica, ma hanno anche fornito i primi consistenti risultati.

L’obbiettivo comune è la mappatura in Toscana dei fondi femminili, intesi in senso lato: da quelli presenti in istituzioni pubbliche alla memoria privata, dalla stampa periodica ai vari generi artistici. Ne derivano inventari, cataloghi e repertori che andranno a confluire un’unica banca dati consultabile per via telematica. La ricerca si innesta, tra l’altro, su un lavoro già in corso e in fase di piena realizzazione ad opera della Sovrintendenza Archivistica, che riguarda il censimento di tutti gli archivi presenti sul territorio toscano.

In questo quadro di intervento, la sezione di Italianistica è quella che per adesso ha avviato più ricerche, ha elaborato più materiale, ha chiuso più lavori. Intanto ha promosso la costituzione fisica di un "Archivio della scrittura delle donne", cioè una raccolta di fondi privati relativi all’esperienza di scrittrici e artiste, da loro stesse raccolti e depositati all’Archivio di Stato di Firenze che ha reso disponibili le sue strutture per la conservazione e la valorizzazione di questi nuclei di carte. Il primo fondo arrivato e censito è quello della poetessa e traduttrice Rina Sara Virgillito (Milano, 1916 – Bergamo, 1996). Esso conta una biblioteca di circa tremila volumi, carte autografe e materiale edito e inedito, disegni, lettere di varie personalità della cultura italiana tra cui Montale, Luzi, Sereni, Bo, foto della famiglia Virgillito e materiale storico di fine Ottocento e inizio Novecento, registrazioni e video della Virgillito, disegni dell’amico Montale, tra cui alcuni ritratti di Sara. Di questo fondo, insieme a quello della scrittrice Helle Busacca, è stata offerta un’anteprima nell’aprile 1999 con l’allestimento di una mostra documentaria e un pomeriggio di studi promossi dal Progetto Strategico e dall’"Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne", costituitasi a Firenze nel 1998 con le stesse nostre finalità culturali, ma che opera entro un arco cronologico che arretra fino al XVI secolo. Alla tavola rotonda sulla Virgillito e la Busacca hanno tra l’altro partecipato anche Mario Luzi e Luisa Adorno, che hanno voluto portare la loro testimonianza sulle due autrici. Al momento sta per andare in stampa l’inventario del fondo Virgillito in una collana delle Edizioni di Storia e Letteratura di Roma dedicata agli strumenti per la ricerca, che accoglierà anche i risultati delle altre iniziative del Progetto Strategico. Sono inoltre già pervenuti all’"Archivio della scrittura delle donne" i fondi della pittrice Flora Savioli, dell’Adorno e di Donatella Contini, e due nuclei di lettere di Sibilla Aleramo.

Sempre la sezione di Italianistica ha promosso una collaborazione con il Centro Didattico Televisivo dell’Università di Firenze per la realizzazione di videointerviste a scrittrice italiane e straniere. Ne sono state realizzate una decina, nella fattispecie a Luisa Adorno, Franca Bacchiega, Francesca Duranti, Letizia Fortini, Grazia Livi, Bell Hooks, Dacia Maraini, Robin Morgan, Alicia Ostriker, Marta Vicinus e nel dicembre 1999 ne è stata presentata una sintesi dal titolo "Le scrittrici si raccontano". Sono inoltre in fase di realizzazione le videointerviste a Patrizia Valduga e Alda Merini (presenti a Firenze nel maggio scorso per un ciclo di incontri sulla poesia femminile del secondo Novecento organizzati da Maria Carla Papini al Dipartimento di Italianistica, in accordo con il Progetto Strategico); e ancora a Maria Rosa Cutrufelli e Angela Levi Bianchini.

L’idea del punto di vista delle scrittrici su se stesse ha ispirato la compilazione di un "autodizionario" della letteratura femminile contemporanea in Toscana che sta per uscire presso la casa editrice fiorentina Le Lettere. Questo originale repertorio è frutto della mostra "Donne per il libro" che il Comune di San Miniato prima, e l’Università di Firenze poi, ospitarono nell’inverno ‘98-’99. In quell’occasione vennero esposti pannelli fotografici, libri e manoscritti di circa cinquanta scrittrici operanti in Toscana o con la Toscana a vario titolo collegate, e ciascuna di loro offrì una breve autodescrizione, ora insieme ad altre confluite nel dizionario in corso di stampa.

Accanto alla raccolta di archivi di donne e alla produzione critica sulla letteratura femminile, il versante primario di intervento della sezione di Italianistica è, come già detto, la mappatura dei fondi esistenti in Toscana. Qui la ricerca si è per adesso concentrata sul censimento e sulla descrizione dei fondi femminili presenti all’Archivio Contemporaneo del Gabinetto G.P. Vieusseux e alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. All’Archivio Contemporaneo si conservano venti fondi, prodotti da altrettante scrittrici, artiste e letterate del Novecento. Ad esempio vi si trovano le carte di Cristina Campo, Clotilde Marghieri, Dolores Prato, Lina Moro, Laura Orvieto; le lettere di Montale a Irma Brandeis, alias Clizia, ed altri documenti di questa intellettuale che solo in anni recenti è stata riconosciuta come l’ispiratrice americana di tante liriche delle Occasioni, della Bufera e di parte della poesia montaliana tarda. Ancora, vi si conservano nuclei di carte e talvolta opere di artiste come Adriana Pincherle, Antonietta Mafai Raphaël, Leonetta Cecchi Pieraccini, Alis Levi; una consistente raccolta di ritagli di stampa, album di foto e altro sull’attività di Anna Proclemer; archivi significativi come quello della scrittrice e giornalista Dorothy Nevile Lees, inglese di origine ma fiorentina d’adozione, che è stata la compagna di Gordon Craig e l’asse portante della sua rivista "The Mask". Vi si trovano poi le carte di figure minori, ma per niente minime, come Emma Corcos, la "Donna Gentile" della corrispondenza pascoliana; Emma Parenti, moglie del bibliografo Marino Parenti e lei stessa partecipe del mondo letterario; Paola Ojetti, figlia di Ugo e traduttrice di tanta letteratura di lingua inglese, tra cui è sufficiente segnalare tutto il teatro di Shakespeare e di Bernard Shaw. Arretrando dal Novecento all’Ottocento, si incontrano le corrispondenze familiari di nobildonne come Bona Gigliucci, Angelica Pasolini dall’Onda, Maria Bianca Viviani della Robbia, che hanno avuto un ruolo di discreto rilievo nella vita culturale della Firenze dell’epoca.

Per ognuno dei fondi considerati è possibile ricostruire i passaggi della configurazione e dell’arrivo presso l’attuale sede di conservazione. Questi elementi di struttura e di cronistoria interna distinguono i fondi dell’Archivio Contemporaneo da quelli che verranno considerati nella fase successiva del programma presso la Biblioteca Nazionale, perché questi ultimi, in genere, non sono archivi prodotti da una personalità femminile, ma piuttosto nuclei documentali intestati ad una donna all’interno di un archivio maschile o di una raccolta, e dunque il discorso cambia sia dal punto di vista archivistico che da quello critico.

Rispetto ai repertori già esistenti o in corso di elaborazione (si veda la Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra ‘800 e ‘900. L’area fiorentina, a cura di Emilio Capannelli e Elisabetta Insabato, stampato da Olschki nel 1996), questo censimento si caratterizza per il fatto di fornire, accanto ai dati di consistenza archivistica, una più ampia informazione biografica, bibliografica e critica sui soggetti trattati, valorizzando l’aspetto letterario e artistico delle singole esperienze femminili più di quanto in genere ammetta l’impostazione tassonomica di questo tipo di strumenti. Per soddisfare tale esigenza, è stata elaborata una "scheda madre" per la mappatura piuttosto agile, dai criteri di compilazione non rigidamente archivistici, in grado di accogliere i profili biografici delle donne considerate, corredati da bibliografie primarie e secondarie il più possibile consistenti e aggiornate. Vista la vicinanza cronologica dell’oggetto di studio, le fonti bibliografiche a cui poter attingere le informazioni si rivelano il più delle volte insufficienti, troppo sintetiche o addirittura inesistenti. Si tratta dunque di compiere spesso ricerche di prima mano, avvalendosi dei materiali conservati nei fondi, dei cataloghi delle biblioteche e delle librerie, e quando possibile della testimonianza orale delle produttrici degli archivi (questo ad esempio è stato possibile per Anna Proclemer) o di persone che abbiano avuto contatti più o meno diretti con i personaggi studiati (nel caso di Dorothy Nevile Lees, importanti notizie sono state fornite dal figlio David Lees, famoso fotoreporter oggi ultra-ottantenne).

Rientra nel progetto di mappatura degli archivi femminili anche quanto stanno facendo alcune ricercatrici in accordo con l’Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne", grazie ad un finanziamento della Regione Toscana. Una di loro si sta occupando del censimento degli archivi dei monasteri femminili dell’area fiorentina; un’altra del riordino e della catalogazione del fondo della sezione di Firenze del Lyceum Club, istituzione storica e tuttora molto attiva, tra l’altro di recente promotrice di un convegno di studi su Margherita Guidacci. Una terza ricercatrice sta recuperando e studiando gli archivi di alcune esponenti della cultura anglo-fiorentina coagulata attorno alla villa (oggi fondazione) di Bernard Berenson "I Tatti" di Settignano. Sono state inoltre attivate analoghe ricerche negli archivi pubblici e privati di Siena e Pisa.

Per quanto riguarda le attività promosse dagli altri settori del Progetto Strategico, la sezione di Storia contemporanea, sotto la guida di Simonetta Soldani e di Silvia Franchini e con la cura di Emma Schiavon, ha portato a termine la parte del censimento e catalogazione dei periodici femminili toscani dal 1861 al 1945. Si tratta di un’indagine all’interno del vasto patrimonio di periodici italiani, che segue una linea innovativa e sistematica. Č prevista l’elaborazione di un regesto a stampa delle testate individuate, con indici per ricerche incrociate che contempleranno l’indice dei nomi, dell’anno di nascita, dell’anno di corso, dei luoghi, degli enti e associazioni. Tra i frutti di questa esperienza va citato anche il convegno internazionale Donne e giornalismo. Politica e cultura di genere nella stampa femminile, che si è svolto a Firenze nel marzo 2000 e che ha visto la partecipazione di un qualificato gruppo di archiviste e storiche della cultura delle diverse nazioni europee.

La sezione di Filologia Moderna, oltre a produrre alcune delle videointerviste già ricordate, ha promosso il programma Viaggiatrici straniere in Toscana, di cui è responsabile Liana Borghi, in collaborazione con quindici colleghe fra docenti e studenti, anche di altri atenei e centri di ricerca. Questo gruppo lavora da tempo a una mappatura del viaggio delle donne straniere a Firenze e in Toscana tra il 1840 e il 1939, prima cioè dell’avvento del turismo di massa. L’intento è quello di conservare memoria delle viaggiatrici e residenti straniere sia attraverso il recupero dei loro archivi, sia per mezzo di interviste con persone che ne conoscono la storia o le hanno frequentate. Un preesistente progetto interuniversitario, a cui il gruppo è collegato, ha poi indirizzato l’indagine verso un secondo obbiettivo, vale a dire la ricerca delle connessioni esistenti tra gruppi di scrittrici moderniste per tracciare un disegno delle reti culturali di donne, e quindi riconsiderare l’intera cultura modernista in questa luce. Per puntualizzare quanto finora fatto, è in corso di stampa un volume dal titolo Ritorno a Firenze: viaggi di straniere in Toscana, che accoglie contributi su viaggiatrici austriache, tedesche e soprattutto inglesi del tenore di Elisabeth Barret Browning e Vernon Lee.

Particolarmente interessante, si annuncia la ricerca promossa dalla sezione di psicolinguistica, di cui è responsabile Luciana Brandi. Attraverso una serie di fasi che passano per la selezione di testi, l’elaborazione di concordanze e l’allestimento di una banca dati, questo programma intende realizzare uno studio del lessico femminile e la formazione di un archivio della lingua della scrittura femminile.

La plurivocità del lavoro fatto in Toscana emerge con chiarezza da quanto fin qui esposto; del resto le ricerche avviate non fanno che riflettere le diversità delle discipline coinvolte nel Progetto Strategico. Ovviamente il coordinamento di tutto ciò è molto impegnativo, ma l’unitarietà dello scopo, vale a dire la valorizzazione dell’esperienza femminile, intesa come scrittura e memoria, ha consentito con profitto alle varie "anime" del progetto di fare corpo unico, e l’augurio è che questo possa continuare anche dopo la conclusione del programma di ricerca impostato dall’Università.

Maria Caciagli Fancelli, responsabile del Progetto Strategico
Ernestina Pellegrini, presidente dell’Associazione
Archivio per la memoria e la scrittura delle donne
Laura Melosi, ricercatrice del Progetto Strategico