

STORIA
L'origine della biblioteca risale alla fondazione dell'Archivio Centrale di Stato nel 1852. Il suo nucleo costitutivo è rappresentato dalle opere di antiquaria, storia e diplomatica che erano state via via raccolte dall'Archivio Diplomatico.
Fin dall'inizio essa venne pensata per sostenere il lavoro degli archivisti, per essere, con le parole di Francesco Bonaini, "lo strumento del lavoro filologico che essi avrebbero svolto, riconoscendo la natura dei documenti, ordinandoli e inventariandoli".
Da allora in poi la biblioteca si è arrichita grazie a acquisti mirati, pubblicazioni che ai sensi delle norme vigenti devono essere depositate dagli studiosi che utilizzano i fondi dell'Archivio, doni che ricercatori e archivisti, non solo italiani, hanno generosamente fatto pervenire ad essa e scambi con altre istituzioni culturali.
PATRIMONIO
Il notevole patrimonio bibliografico così formatosi è particolarmente specializzato in edizioni di fonti documentarie, pubblicazioni di argomento archivistico, storico, giurico-istituzionale e di interesse locale.
La biblioteca possiede ca. 50.000 unità, tra volumi, opuscoli, e periodici, tra cui 4 incunaboli, 205 cinquecentine e 395 testate di periodici, di cui 101 ancora correnti.
Possiede anche alcuni fondi bibliografici pervenuti e conservati nella loro organicità, tra i quali segnaliamo: Casa Editrice Sansoni; Fratellanza Artigiana di Firenze; Ugo Procacci; Mario Salmi; Luigi Schiaparelli.
MODALITÀ DI CONSULTAZIONE DEL MATERIALE BIBLIOGRAFICO
Il servizio delle biblioteche degli Archivi di Stato è regolato dagli artt. 108 e seguenti del Regolamento archivistico (R.D. 2 ottobre 1911, n. 1163) e dalle linee-guida stabilite dalla Circolare Ministero Beni e Attività Culturali, 26 novembre 1997, n. 249, Regolamento delle biblioteche degli Istituti archivistici.
Sono ammessi alla consultazione dei cataloghi e dei volumi eslusivamente gli utenti della Sala Studio nell'orario di apertura al pubblico e secondo le norme generali stabilite dal regolamento della sala.
In Sala Studio è presente un catalogo a schede per autori e titoli aggiornato fino al 1992. Per le opere posteriori si deve riccorrere al catalogo informatizzato consultabile attraverso una postazione dedicata.
Alcune opere generali, repertori ed edizioni di fonti sono liberamente accessibili a scaffale aperto in Sala di Studio, previa compilazione di un apposita scheda.
Le opere della biblioteca non disponibili negli scaffali aperti possono essere richieste in lettura dagli utenti, compilando manualmente le apposite schede e riportando la segnatura indicata nei cataloghi presenti in sala. Le schede devono essere consegnate al personale addetto alla consulenza.
La distribuzione si effettua secondo i tempi e le modalità previste per il materiale archivistico. Non è consentito il prestito esterno.
Le tesi di Laurea e di Dottorato possono essere consultate dopo 5 anni, salvo diversa indicazione dell'autore.
Sono escluse dalla consultazione tutte quelle opere riconosciute in precario stato di conservazione. La riproduzione è consentita, a proprie spese, per uso personale di studio secondo le modalità previste per la documentazione archivistica, fatta salva la legislazione vigente e in particolare la L. 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni, in particolare il D.Legs. 9 aprile 2003, n. 68, e fatti salvi altri eventuali vincoli giuridici ai quali l'esemplare sia sottoposto. Sono comunque escluse dalla riproduzione: le pubblicazioni con data di stampa anteriore al 1900; i volumi il cui stato di conservazione sia precario o che potrebbe subire danni; i quotidiani; i volumi il cui formato superi i cm. 25x32x6, nonché le tavole eccedenti il formato del libro in cui sono inserite; le tesi di laurea e di dottorato.