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Firenze 1530. L'assedio, il tradimento. Vita, battaglie e inganni di Malatesta Baglioni, capitano dei Fiorentini

Presentazione del volume


Firenze 1530. L'assedio, il tradimento. Vita, battaglie e inganni di Malatesta Baglioni, capitano dei Fiorentini
di Alessandro Monti (Firenze, Olimpia, 2008)  

Firenze, Auditorium dell'Archivio di Stato
Giovedì 23 aprile 2009
ore 16,00

Saluti di apertura:
Clara Cutini, Direttore dell'Archivio di Stato di Firenze

Intervengono:
Ugo Barlozzetti, Società Italiana di Storia Militare
Maurizio Arfaioli, storico

Sarà presente l'autore

L'autore propone come argomento, l'assedio di Firenze: un conflitto voluto da papa Clemente VII, fiorentino, per riportare al potere la sua famiglia cacciata pochi anni prima. L'assedio fu un lungo dramma, e nel suo ruolo di capitano generale Malatesta ne fu il protagonista: al servizio di Firenze contro gli eserciti dell'imperatore e del papa. Firenze ne uscì sconfitta, e fu l'inizio del Principato mediceo. Malatesta ne uscì invece vincitore: salvò la città dalla distruzione proteggendola contro i più potenti eserciti del tempo. Fu la massima espressione dell'arte militare di Malatesta, anche se nessuno storico ne ha mai riconosciuto i meriti. Al contrario: l'assedio fu l'episodio dal quale il Baglioni uscì con l'imperitura fama di traditore, per avere imposto con la forza la resa a quei vertici politici che volevano sacrificare la città pur di non cedere le armi. Gli sconfitti non gliela perdonarono. Fu così che l'uomo che aveva salvato Firenze, costringendo il nemico già vincitore a scendere a patti, divenne il prototipo del traditore. Come Caino. Come Giuda. Ma fu davvero così? Per l'autore "…la figura del Malatesta IV Baglioni usciva quale fu veramente, a prescindere dalla realtà o meno del tradimento: l'ultimo signore di Perugia, e forse l'ultimo grande capitano di ventura del Rinascimento".