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A

ACTUM

Datazione topica, o di luogo, del documento, ovvero il nome del“luogo in cui fu redatto il documento”.

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Nel campo della scheda descrittiva della pergamena denominato actum si riporta, seguendo la tradizione degli spogli delle provenienze, ciò che la dottrina definisce come datazione topica, o di luogo, del documento, ovvero, secondo la definizione più generale data da Pratesi, il nome del“luogo in cui fu redatto il documento” (cfr. A. Pratesi, Genesi e forme del documento medievale, Roma, Jouvance, 1987, (Guide, 3), p. 87).

Per avere una rapida panoramica delle varie questioni presenti nella letteratura specializzata circa il problema della datatio nel suo complesso, ovvero della datazione cronica, o di tempo, e topica o di luogo, considerato ora in relazione all’azione giuridica, ora in relazione alla produzione e spedizione del documento cfr. H. Bresslau, Manuale di Diplomatica per la Germania e l’Italia, trad. it. a c. di A.M. Voci Roth, Roma, Mibac, 1998, (Pubblicazioni degli AA. SS., Sussidi, 10) pp. 1015-1092, in particolare da p. 1062; C. Paoli, Diplomatica. Nuova edizione aggiornata da G.C. Bascapé, Firenze, Le Lettere, 1987, (Manuali di filologia e storia, s. I, vol. I) pp. 234-238; A. Pratesi, Genesi e forme del documento medievale, Roma, Jouvance, 1987, (Guide, 3), pp. 87-88; F. Valenti, Il documento medievale. Nozioni di diplomatica generale e di cronologia, in Id., Scritti e lezioni di Archivistica, Diplomatica e storia istituzionale, Roma, Mibac, 2000 (Pubblicazioni degli AA. SS., Saggi, 57), pp. 264-265, 270.


AUTORE

Nome o i nomi di coloro che appaiono come l’autore o gli autori dell’azione giuridica documentata nel singolo atto contenuto nella pergamena..

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Nel campo della scheda descrittiva della pergamena denominato autore si riporta, seguendo la tradizione degli spogli delle provenienze, il nome o i nomi di coloro che appaiono come l’autore o gli autori dell’azione giuridica documentata nel singolo atto.

Per avere una rapida panoramica delle varie accezioni che il termine autore può rivestire nella letteratura specializzata, considerato ora in relazione all’azione giuridica, ora in relazione al processo di documentazione cfr. H. Bresslau , Manuale di Diplomatica per la Germania e l’Italia, trad. it. a c. di A.M. Voci Roth, Roma, Mibac, 1998, (Pubblicazioni degli AA. SS., Sussidi, 10) pp. 11-12; C. Paoli, Diplomatica. Nuova edizione aggiornata da G.C. Bascapé, Firenze, Le Lettere, 1987, (Manuali di filologia e storia, s. I, vol. I) pp. 20-23; A. Pratesi, Genesi e forme del documento medievale, Roma, Jouvance, 1987, (Guide, 3), pp. 35-38; F. Valenti, Il documento medievale. Nozioni di diplomatica generale e di cronologia, in Id., Scritti e lezioni di Archivistica, Diplomatica e storia istituzionale, Roma, Mibac, 2000 (Pubblicazioni degli AA. SS., Saggi, 57), pp. 235-238.

C

CRONOLOGICO o INDICE CRONOLOGICO DELLE PERGAMENE

Elenco in ordine cronologico di tutte le pergamene del Diplomatico.

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All’interno dell’Archivio Diplomatico le pergamene vennero disposte in un ordine materiale di tipo cronologico (dalla più antica alla più recente) senza tenere conto dei nuclei di provenienza (che rimasero testimoniati solo dagli spogli). A partire dal 1821 venne intrapresa la redazione di un elenco cronologico delle pergamene, il Catalogo generale dei documenti in cartapecore che si conservano nel R° Archivio Diplomatico, ovvero il cosiddetto Cronologico o Indice cronologico delle pergamene, che elenca in ordine cronologico tutte le pergamene e che è stato progressivamente aggiornato fino alla metà del ‘900, allorché venne deciso di non incrementare più il fondo Diplomatico. L’originale del Cronologico si compone di XV tomi. Tra il 1989 e il 1993 si procedette a mettere a disposizione in sala studio un esemplare in fotocopia in 31 volumi.

Cfr. G. Pampaloni, L’Archivio Diplomatico fiorentino (1778-1852). Note di storia archivistica, in «Archivio Storico Italiano», CXXIII (1965), pp. 177-221 , in particolare pp.213-214; S. Marsini, Gli strumenti di ricerca realizzati nel Pubblico Archivio Diplomatico di Firenze dal 1779 al 1852, in Tra libri e carte. Studi in onore di Luciana Mosiici, a c. di T. De Robertis e G. Savino, Firenze, Cesati, 1998, p. 167-168, e n. 21.

P

PROVENIENZE

Nuclei originari di pergamene, o fondi, costituenti il complesso archivistico Diplomatico.

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Fino dalle origini (1778), all’interno dell’Archivio Diplomatico, le pergamene in entrata vennero registrate su di un apposito registro dove venivano annotati la data d’ingresso, la provenienza – ovvero il nome dell’ente o della persona che deteneva le carte al momento della consegna - ,e la quantità. Quindi nella tradizione archivistica dell’Archivio Diplomatico il nome dell’ente o la persona da cui le pergamene erano state consegnate prese a designare il nucleo stesso delle carte diventando anche parte integrante della segnatura archivistica delle singole carte. Successivamente nella tradizione archivistica dell’Archivio di Stato fiorentino il termine provenienze prese a designare i vari fondi costituenti il Diplomatico. Nella maggior parte dei casi la provenienza, intesa come si è detto sopra, coincide con l’ente o con la persona giuridica o fisica che oggi si potrebbe designare anche come il soggetto produttore dell’archivio di cui le pergamene stesse in origine erano parte integrante, ma in alcuni casi indica semplicemente il nome dell’ultimo detentore o del proprietario delle carte al momento della cessione al Diplomatico.

Cfr. S. Marsini, Gli strumenti di ricerca realizzati nel Pubblico Archivio Diplomatico di Firenze dal 1779 al 1852, in Tra libri e carte. Studi in onore di Luciana Mosiici, a c. di T. De Robertis e G. Savino, Firenze, Cesati, 1998, p. 158, e n. 3.

R

REGESTO

Riassunto in italiano del contenuto di una singola pergamena che riporta la data cronica dell’atto, compresa l’indizione, così come espressa nel documento, il contenuto dell’atto – nomi delle parti e dispositivo, la datazione topica, ovvero l’actum, il nome del rogante o scrittore del documento.

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Il termine regesto, introdotto nell’uso a partire dalla metà del secolo XVIII, rimanda ad una prassi documentaria assai più antica, e diffusa sopratutto a partire dal Medioevo, di compilare, per ragioni per lo più amministrative, ma in qualche caso anche con finalità di erudizione storiografica, raccolte di estratti, riassunti o spogli di documenti, organizzati secondo i più vari criteri (per materia, cronologicamente o per luoghi ...), ma designa ormai la redazione, nell’ambito delle discipline storico-archivistiche, di un riassunto di un documento secondo i criteri elaborati dalla critica diplomatistica nel corso degli ultimi quattro secoli. Il regesto moderno, è il frutto della diplomatica tedesca del XIX secolo e in particolare della pubblicazione della raccolta dei Monumenta Germaniae Historica, all’interno dei quali vi è una sezione dedicata all’edizione critica dei cosiddetti Diplomata, avviata a partire dal 1824 dalla Societas aperiendis fontibus rerum Germanicarum, fondata nel 1819 . Proprio come lavoro preparatorio all’edizione critica dei testi il Böhmer pubblicò nel 1831 i Regesta imperii, consistenti nell’elencazione cronologica degli atti degli imperatori tedeschi individuati e reperiti in vari archivi con un breve riassunto del contenuto. Parallelamente a partire dal 1851 P. Jaffé avviava con i Regesta pontificum Romanorum un’analoga impresa relativa ai documenti pontifici. Anche in Italia, a partire tra ‘800 e ‘900, prendeva avvio, sotto l’egida dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo la serie dei Regesta Chartarum Italiae. Senza avere l’ambizione di dare dei criteri, per i quali si rimanda alla letteratura specialistica, si può dire che un regesto moderno deve avere a mo’ di titolo gli elementi della datatio (luogo, anno, mese e giorno), quindi, a capo, la segnatura archivistica, l’indicazione se si tratti di un originale o di una copia, le caratteristiche estrinseche del documento e quindi eventuali pubblicazioni o precedenti edizioni. Di nuovo a capo il regesto vero e proprio, in latino (con parti del testo originale) oppure in italiano, comunque va steso in forma narrativa e deve nella forma più concisa e diretta possibile fornire gli elementi essenziali del dispositivo, tralasciando il formulario, ma riportando nomi e tutti gli elementi che si ritengono di interesse.

Cfr. F. Valenti, Il documento medievale. Nozioni di diplomatica generale e di cronologia, in Id., Scritti e lezioni di Archivistica, Diplomatica e storia istituzionale, Roma, Mibac, 2000 (Pubblicazioni degli AA. SS., Saggi, 57), pp. 296, 297-299; P. Carucci, Le fonti archivistiche: ordinamento e conservazione, Roma, Carocci, 2000, pp, 223-224.

S

SPOGLIO

Insieme dei regesti (o riassunti) delle pergamene di una provenienza.

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All’interno dell’Archivio Diplomatico, non appena le pergamene furono accolte a seguito delle varie consegne si intraprese lo spoglio delle provenienze, ovvero l’estrazione dei riassunti (o regesti), degli atti contenuti nelle pergamene. Ogni nucleo di pergamene, ovvero provenienza, veniva affidata ad uno dei collaboratori del Diplomatico che dopo aver ordinato cronologicamente le singole pergamene, procedeva a redigerne il regesto, ovvero il riassunto in italiano del contenuto. Tutti i riassunti di una stessa provenienza costituiscono lo spoglio della provenienza. Ogni regesto riporta la data cronica dell’atto, compresa l’indizione, così come espressa nel documento, il contenuto dell’atto – nomi delle parti e dispositivo, la datazione topica, ovvero l’actum, il nome del rogante o scrittore del documento. Terminato lo spoglio, le pergamene, prima di essere disposte in un ordine cronologico generale, ricevevano la segnatura che costituita dal nome della provenienza e dalla data cronica così come rilevata nel riassunto, veniva apposta sul verso di ogni pergamena e su di un cartellino appeso alla medesima.

Cfr. S. Marsini, Gli strumenti di ricerca realizzati nel Pubblico Archivio Diplomatico di Firenze dal 1779 al 1852, in Tra libri e carte. Studi in onore di Luciana Mosiici, a c. di T. De Robertis e G. Savino, Firenze, Cesati, 1998, p. 159-160, e n. 6-7.

T

TOMO DI SPOGLI

Volume, in cui sono contenuti spogli di una o più provenienze raggruppati per tipologia o per omogeneità geografica e così rilegati in modo da costituire un volume o appunto un tomo di spogli.

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Gli spogli, di ciascuna provenienza, originariamente compilati su fogli sciolti, una volta terminati vennero rilegati in volumi, detti tomi, che, a seconda della consistenza delle singole provenienze, potevano contenere una sola o più provenienze. Quando i singoli spogli erano di dimensioni insufficienti per dare origine ad un singolo volume, o tomo, venivano raggruppati per tipologia o per omogeneità geografica e così rilegati in modo da costituire un volume o appunto un tomo di spogli. In questi casi, quindi, accanto al numero progressivo che designa il tomo, ci sarà anche un numero interno che designa lo spoglio. Per le vicende storiche, spesso complesse, che hanno determinato il conferimento delle pergamene al Diplomatico, esistono più spogli di una stessa provenienza. E’, infatti, il caso delle provenienze giunte a più riprese al Diplomatico che, ovviamente, sono state spogliate in più volte senza che si procedesse poi alla redazione di un unico spoglio.

Cfr. S. Marsini, Gli strumenti di ricerca realizzati nel Pubblico Archivio Diplomatico di Firenze dal 1779 al 1852, in Tra libri e carte. Studi in onore di Luciana Mosiici, a c. di T. De Robertis e G. Savino, Firenze, Cesati, 1998, p. 160-161, e n. 8.