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Persona
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Identificazione


Marcello Cervini

Montefano (Macerata), 6 maggio 1501 - Roma, 30 aprile 1555

Intestazioni:
   Regole SIASFi: Cervini, Marcello (1501-1555)

Complessi archivistici prodotti:
     Cervini

Descrizione

Marcello Cervini nacque a Montefano (Macerata) da una nobile famiglia toscana originaria di Montepulciano, città in cui fu cresciuto ed educato, e suo padre, il conte Riccardo Cervini, era addetto della Penitenzieria Apostolica. Marcello studiò a Siena e a Roma, fu uomo colto e umanista, ricordato per le traduzioni dal latino e dal greco. Nel 1525 terminò per papa Clemente VII (Giulio de' Medici) la correzione del calendario giuliano precedentemente avviata dal padre Riccardo. Cominciò a godere della benevolenza del cardinale Alessandro Farnese che, divenuto papa Paolo III (1534-1549) volle nominarlo segretario di suo nipote, il cardinale Alessandro; in tal modo, quando Paolo III chiamò Alessandro alla Segreteria di Stato, Marcello raggiunse i vertici della diplomazia pontificia ed ebbe un ruolo importante nella politica dello Stato Pontificio e nelle questioni religiose. Nel 1539 venne ordinato sacerdote e, nel dicembre dello stesso anno, il papa Paolo III lo nominò vescovo di Nicastro. Nominato cardinale col titolo della Santa Croce di Gerusalemme il 5 novembre 1540, l'anno successivo fu consacrato vescovo di Reggio Emilia, ruolo che rivestì fino al 1544, anno in cui divenne vescovo di Gubbio. Nel 1545 Paolo III lo nominò Legato della Sede Apostolica nella prima fase del Concilio di Trento (1545-1563), occasione in cui il Cervini rivestì un ruolo di primo piano. Nel 1548 ricevette l'incarico di Bibliotecario Apostolico, che gli fu rinnovato a vita anche dal successivo papa Giulio III (1550-1555), e fu in questo periodo che egli si fece promotore, tra l'altro, di ricerche storiche ed archeologiche. Giulio III lo nominò presidente della Commissione per la riforma ecclesiastica, ma l'incarico venne revocato a causa delle critiche del Cervini nei confronti della politica nepotista del pontefice: di fatto egli, distaccandosi dalle iniziali idee riformistiche, si stava avvicinando gradualmente alle posizioni intransigenti del cardinale Gian Pietro Carafa, futuro papa Paolo IV. In seguito a gravi problemi di salute, nel 1555 fece ritorno alla città natale di Montefano per la convalescenza e per recarsi in visita alla Santa Casa della Madonna di Loreto, ma proprio in quei giorni morì papa Giulio III e i cardinali riunitisi in conclave lo elessero papa, secondo le indicazioni del cardinale Gian Pietro Carafa. Egli assunse il nome di Marcello II, fu incoronato il 10 aprile 1555 e, salendo al soglio pontificio, non mutò nome per far comprendere che la nuova dignità non lo avrebbe cambiato. Appena eletto, Marcello Cervini mise in pratica il suo programma applicando con severità i dettami del Concilio. Si mostrò subito contrario al nepotismo, vietò al fratello Alessandro, alla sorella Cinzia (madre del futuro san Roberto Bellarmino) e agli altri suoi parenti di raggiungerlo a Roma e si tenne parimente distante dalla partecipazione alle vicende politiche del proprio tempo per esaltare al contrario il ruolo spirituale del papato. Morì nella notte tra il 30 aprile ed il 1 maggio 1555 a causa di un colpo apoplettico, dopo soli 23 giorni di pontificato, e fu seppellito nelle Grotte sottostanti la Basilica di San Pietro.


Soggetti produttori collegati:
Roberto Bellarmino, figlio della sorella di Marcello Cervini

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