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Censimento del 1841

Il censimento del 1841 fu il primo rilevamento ufficiale che abbia cercato di descrivere la popolazione toscana nel suo complesso, su scala granducale. Grazie all'uso di moduli appositamente approntati, si tracciarono le caratteristiche demografiche e socio-economiche delle famiglie e dei singoli individui della Toscana.

Nei registri, per ogni comunità e per ogni parrocchia, si dà conto delle case, delle famiglie che vi abitavano e degli individui che componevano ogni nucleo familiare, inclusi i domestici. A ognuna di queste tre entità era attribuito un numero progressivo. Il registro 12177 (l'ultimo della serie) è l'indice del censimento: l'inventario icona approfondimento N/301, consultabile in sala studio, è una copia del registro stesso, e riporta pertanto il nome della comunità, il numero progressivo e il riferimento alla parrocchia di appartenenza. Nell'inventario sono presenti delle integrazioni che dotano l'indice della numerazione d'ordine.

Oltre all'utilità del censimento per chi abbia interesse a compiere indagini storiche di carattere statistico, demografico, sociologico o socio-economico, esso può anche essere utile per rintracciare o ampliare le conoscenze su un singolo individuo, poiché vi si riportano informazioni preziose, quali lo stato civile o l'età, che consentono di espandere la ricerca anche ad altri registri. Nella pagina proposta in questa sede si ritrova la famiglia Badii di Terranova (Censimento del 1841, comunità di Terranova. Famiglia Badii da icona link persona 468 a 472 e icona link da persona 473 a 479), un membro della quale, Antonio, compare nel primo percorso di ricerca (vedi esempio A). Il censimento conferma alcune informazioni già in nostro possesso (i nomi dei genitori), aggiunge i nomi degli altri membri della famiglia e ci dice che nel 1841 Antonio dichiarava 25 anni (dal registro di nascita, invece, il giovane risulta essere nato nel 1813, per cui di anni dovrebbe averne 28), che di mestiere era contadino e che era ancora celibe.

Il punto di partenza per una ricerca puntuale è la località in cui la persona ricercata possa avere lasciato traccia, dal momento che non è presente un indice dei nomi. Come visibile dall'illustrazione, una volta individuata la comunità interessata grazie all'indice, è possibile cercare in essa il nome del nucleo familiare che interessa. Il numero d'ordine progressivo dà conto del numero di case e famiglie presenti nel territorio (nell'esempio i due numeri coincidono). La terza colonna conteggia il numero delle persone presenti in ogni nucleo familiare. Seguono le indicazioni del cognome della famiglia, dei nomi dei singoli componenti, della loro età e della "condizione domestica" (se celibi, ammogliati, vedovi), con una distinzione tra maschi e femmine. Delle donne ammogliate è riportato il solo cognome del marito. Le colonne successive contengono riferimenti alla religione professata, alla patria (intendendo per essa la comunità di origine) e al cosiddetto "stato personale o professionale": è questa indicazione, oltre al cognome differente e alla collocazione in coda agli altri nomi, che ci permette di individuare chi era presente nel nucleo familiare come lavorante (domestico o garzone). Due colonne, che nell’esempio riportato sono vuote, prevedono la segnalazione di eventuali indigenti e del livello di istruzione primaria. La colonna destinata alle osservazioni è utilizzata per specificare con più precisione la località in cui è situato il nucleo abitativo.